Figuraccia della maggioranza nella prima riunione del Consiglio

Abbandonata l’aula

di  ANTONIO SESSA

Inizia con un autogoal l’insediamento del Sindaco e della maggioranza di Centrodestra alla guida della città. Infatti nel primo Consiglio comunale, tenutosi il 15 giugno e presieduto dal consigliere anziano Antonio Maniscalco (carica assegnata a chi ha più voti sommando le proprie preferenze personali con quelle totali della propria lista), dopo l’espletamento dei primi due punti all’ordine del giorno - 1) esame delle condizioni di eleggibilità e compatibilità del Sindaco eletto direttamente e dei consiglieri comunali. Giuramento del Sindaco; 2) Elezione della commissione elettorale - il Sindaco e la sua maggioranza hanno abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale e obbligando così il presidente Maniscalco, unico della maggioranza rimasto in aula, presumibilmente per dovere di ufficio, a sciogliere la seduta. I restanti due punti prevedevano: 3) Comunicazione dei nominativi della Giunta comunale. Presentazione ed approvazione degli indirizzi generali di governo; 4) Elezione del Presidente e dei Vicepresidenti del Consiglio comunale. E’ facile supporre che l’abbandono dell’aula sia dovuto a contrasti all’interno della maggioranza sulla nomina da parte del Sindaco degli assessori, tutti tecnici vicini allo stesso primo cittadino. Questa nostra ipotesi è suffragata da un comunicato stampa del Coordinamento regionale del Lazio di AN in cui il coordinatore regionale Marco Martinelli, commentando la paventata “Giunta tecnica del Sindaco” ipotizzata dal neoeletto Stefano Zappalà e poi nei fatti diventata realtà, afferma: “Sarebbe un espediente extra-istituzionale non adeguato né alla nuova realtà comunale né alla necessità di normalità istituzionale e di visibile coesione politica espressa in modo forte e chiaro da oltre il 58% dei cittadini di Pomezia”. Ci risulta che su questa posizione siano anche l’UDC ed i Socialisti. Di Fiamma Tricolore non conosciamo la posizione ufficiale, mentre si presume che Forza Italia condivida (anche se con qualche esponente a denti stretti) la posizione del “suo” Sindaco. E’ evidente che per non creare pubbliche divisioni in Consiglio, che avrebbero reso impossibili sia la presentazione della Giunta tecnica del Sindaco e tantomeno l’elezioni di cariche elettive quali la Presidenza del Consiglio, la maggioranza, con il Sindaco in testa, hanno preferito una poco onorevole ritirata dall’aula. Credo che comunque si sia stabilito un record: quello di una maggioranza eletta al primo turno con largo suffragio che già dal primo Consiglio non riesce a deliberare. Abbiamo seguito con attenzione tutta la campagna elettorale del sindaco Zappalà e questi ha sempre ribadito la sua volontà di avere piena indipendenza nella nomina degli assessori ed anche nelle scelte amministrative. Decisione che poi è stata ribadita dallo stesso Sindaco appena insediatosi e avendo preso visione degli enormi problemi finanziari in cui versa il Comune. Ci sembra strano che i partiti che lo sostengono non abbiano chiesto prima garanzie sulle loro visibilità. La verità è che probabilmente l’europarlamentare Zappalà sia stato calato dall’alto per tenere unito il Polo, e come al solito si è pensato solo a vincere le elezioni. Inutilmente, in campagna elettorale, a tutti i candidati a Sindaco abbiamo ricordato che in questa città è più facile vincere che governare ed ora siamo subito arrivati al nocciolo del problema. E’ possibile amministrare una città con un Sindaco ed una Giunta estranei ad essa, ridimensionando così di fatto il ruolo dei consiglieri di maggioranza e dei partiti locali che hanno contribuito in maniera così determinante alla vittoria? Probabilmente per trovare un equilibrio ci vorranno tutto il prestigio e tutta la pazienza del Sindaco, nonché punti di mediazione politica con i partiti ed i consiglieri della sua maggioranza. Staremo a vedere, ma di certo questo inizio è già cominciato in salita per il nuovo Sindaco. Anche perché l’opposizione di Centrosinistra non è stata certo a guardare e sono partite subito le prime bordate al Sindaco sulla mancata concessione di contributi per le colonie estive ai minori e per i soggiorni agli anziani, giustificate dal fatto che le casse comunali sono vuote. L’opposizione trova ingiustificata tale posizione del Sindaco anche perché in contemporanea vi è stata la nomina di consulenti nello staff del Sindaco, tutti naturalmente retribuiti. L’opposizione quindi chiede: “Se non vi sono soldi per bambini ed anziani come mai poi vi sono per i consulenti?” E’ evidente che tale decisione del Sindaco ha suscitato irritazione anche in molti consiglieri di maggioranza perché tagli come questi, portati avanti unilateralmente dal Sindaco, incidono su scelte programmatiche e politiche della maggioranza che si vede poi attaccata dai suoi stessi elettori ed incalzata dalle opposizioni. Infatti il Centrosinistra, dopo aver stigmatizzato il comportamento tenuto dal Sindaco e dalla maggioranza nel Consiglio comunale del 15 giugno, facendo mancare il numero legale, ha subito chiesto, con 10 firme, la convocazione del Consiglio comunale in seduta straordinaria. Per la cronaca ecco i consiglieri eletti nella Commissione Elettorale: Bello, Maniscalco, Polzella, D’Avino, Mesturini, Nardi. Supplenti: Belardi, Piro, Busti, Sbaraglia, Savastano, Bravaccini.
Assetto della Giunta tecnica del sindaco Zappalà: Giampiero Macale (vicesindaco), bilancio e patrimonio; Vittorio Lepori, cultura-tempo libero-sport e turismo; Roberto Migliori, affari generali e personale; Alessandro Novaga, attività produttive; Alfredo Manauzzi, polizia municipale-affari legali-sanità; Donato D’Angelo, lavori pubblici- mobilità-protezione civile; Vincenzo Cassoni, ambiente; Giovanni Tasciotti,urbanistica.
L’organigramma ci è stato dato in sala consiliare durante il Consiglio e abbiamo subito notato che manca la delega alla pubblica istruzione. Ci auguriamo che si tratta solo di una dimenticanza di chi ha copiato le deleghe!
Da parte loro i gruppi consiliari con più di un consigliere hanno nominato i propri capigruppo, che sono: per Alleanza Nazionale Saverio Pagliuso, per Forza Italia Massimiliano Cruciani; per i DS Giancarlo Gatti; per l’UDC Giovanni Mugnaini e per la Margherita Angelo Capriotti.

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