"Disonorato il Consiglio"
Anche l’ultima riunione di Consiglio comunale, che si doveva tenere il 25 giugno, è andata deserta per la mancata presentazione in aula del sindaco Zappalà e dei consiglieri di maggioranza. Grande l’indignazione da parte delle forze politiche di opposizione che hanno protestato e denunciato alla cittadinanza con un manifesto (pubblicato in questa stessa pagina) la mancata presentazione degli assessori e del programma amministrativo. A caldo abbiamo sentito il capogruppo della Margherita Angelo Capriotti.
- Capriotti, la maggioranza ha deciso di non farvi parlare in Consiglio comunale...
"Il problema è diverso, non è che non vogliono farci parlare, sono loro che non hanno cose da dire vista la brutta figura che stanno facendo davanti alla città. Nemmeno nella prima Repubblica succedevano queste cose, si è scatenata una lotta alla poltrona che non ha precedenti e non lascia presagire nulla di buono".
- Perché secondo lei Zappalà si è portato assessori, staff e consulenti da Latina?
"Le ipotesi possono essere solo due: nella prima penso che non si fidi di molti consiglieri della sua maggioranza perché ritiene che rispondano delle loro azioni ad altri, nella seconda perché i partiti che lo hanno eletto in realtà non hanno la capacità amministrativa che serve a Zappalà per governare Pomezia. Non ci sono altre spiegazioni".
- Parliamo di amministrazione. Come giudica i primi atti di Zappalà?
"Non era mai successo a Pomezia che un sindaco dopo un mese dalla sua elezione ancora non presentasse il suo programma in Consiglio comunale, mentre si riunisce con gli imprenditori e promette loro che per prima cosa approverà il nuovo Piano Regolatore e farà grandi opere a Pomezia. E’ una procedura nuova ed inquietante allo stesso tempo, non presentarsi in Consiglio ma fare riunioni con i poteri economici, quando non paga nemmeno i salari accessori ai dipendenti e gli straordinari ai vigili urbani".
- Per la verità lei sta mischiando quelli che sono i problemi quotidiani con quelli che sono gli obiettivi e le prospettive di sviluppo per Pomezia...
"Noi non vogliamo fare demagogia come Zappalà, noi siamo concreti, la campagna elettorale è finita e ora bisogna risolvere i problemi della città che sono molti come la questione dei tributi con l’Aser, il cimitero, la viabilità, i servizi primari come fogne e acqua e gas, occupazione, sicurezza, ecc... Il problema è che Zappalà è il depositario della verità, se la tiene per sé, non viene in Consiglio, ci impedisce di fare consigli comunali perché non si chiude ancora la prima riunione d’insediamento, non rispettà la volontà del bilancio approvato, spende soldi per ingaggiare consulenti e persone nel suo staff".
- Veramente il problema sembra solo politico...
"Questo è innegabile. All’interno della maggioranza ci sono troppi generali e pochi soldati e questo porterà ad un travaglio amministrativo. Zappalà potrà uscirne fuori solo con un governo istituzionale che porti Pomezia a nuove elezioni la prossima primavera".